(un fiore. due fuori. tre fori.)


Scusami Mastro, se ho tardato all'appuntamento e sono arrivata con le occhiaie e infreddolita. E stanca e smarrita. E distrutta e sfiorita. E nevrotica e urlante. E delirante e cupa.
E' difficile. Questa volta lo e' sul serio. Ne ho passate tante, lo sai meglio di chiunque altro e forse pure di me stessa, ma questa volta, sembra che la soluzione sia proprio sul gradino piu' alto. E la scala e' talmente lunga che, no, per ora non ne vedo la fine. Ma cammino. Cammino anche se la testa cade ciondoloni, anche se i fianchi non fanno da appoggio ma vorrebbero essere un perno per svoltare a novanta gradi e piegarsi nel punto dove lo stomaco divelto si dimena per poi rotolare in discesa in completo abbandono. Ma cammino. Un passo alla volta, ancora una volta. Mordo con le gengive che non hanno piu' denti e graffio di unghie che sono solo sangue sulla punta delle dita. I meccanismi di difesa del cervello sembrano essersi accesi ed ogni pensiero e' come una specie di nebbia strisciante, non fa presa su nulla. Ma cammino. Devo. Glielo devo.
Scusami Mastro, se in tutto questo casino non riesco a dedicarti un respiro, ma ho bisogno di tutto il fiato che ho.

Il caffe' lo bevo freddo, pero'.

zarja

pobesnelazarja | lunedì, 15 giugno 2009 | commenti


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in her mind

absolutely everything and nothing at all