a cavalcioni sul precipizio mentre il sole stava scappando per immergersi, dove ora l'ascensore che per i pigri che si perderanno le arpe dalle corde di ghiaccio
ti baciai quando all'opera un caffe' in due aveva un gusto che mai scordero'
ti riabbracciai quando damadellestelle riposava il proprio dolore sotto un sole bruciante
ti corsi incontro con la mia piccola ciurma al seguito che si stupi' quando le parlai dei cavalcioni - Maestra, lei e' matta ( e con tutta probabilita' avevano ragione)
...
ora ti chiedo di vegliare sul sonno della mia anima, tu che la tieni in cattivita', citta' dei draghi. tu che me l'hai dovuta rubare. lo so, capisco. ma ti prego. ti prego. abbi cura di lei.
pobesnelazarja | martedì, 23 giugno 2009 | commenti (1)